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Editoriale
Paglia, la nuova frontiera della bioarchitettura

A partire dall'800 si sono moltiplicate le iniziative che mirano ad introdurre la paglia come materiale di costruzione. Si va dall'impiego come coibentante di riempimento delle intercapedini, a vera e propria opera muraria con l'accatastamento di ballette irrobustite da un'intelaiatura metallica e rifinite esternamente con reti e intonaco.

L’utilizzo di materiali come terra, paglia, legno e bambù nell’edilizia, è spesso visto con scetticismo nella cultura occidentale, dove è consuetudine edificare con il cemento armato. Bisogna invece ricordare che circa 5 miliardi di persone nel mondo, vivono in abitazioni costruite con materiali naturali, guadagnando in termini di comfort, salute e benessere.

La tecnica costruttiva


Negli Stati Uniti la struttura portante era realizzata con tondini d’acciaio per mantenere le balle di paglia allineate, la rete elettrosaldata per tenere l’intonaco cementizio e le fondazioni in cemento armato. Barbara Jones sostituì l’acciaio strutturale col legno, e il cemento con la calce, utilizzando esclusivamente intonaci a calce e in terra cruda. Questo aumentava la traspirabilità delle pareti, e risolveva il problema dell’insorgere di muffe nelle zone più umide della casa, come bagno e cucina. Gli impianti possono essere installati come in una casa convenzionale. È possibile applicare piastrelle alle pareti, utilizzando argilla al posto della colla, e anche inserire strutture come mensole, chiodi o tasselli, scegliendo tecniche differenti a seconda del peso delle strutture stesse.

Le qualità della paglia
La paglia è un materiale ecosostenibile. Si forma grazie alla fotosintesi dei cereali (grano, orzo, riso, ecc.) che, essendo alla base dell’alimentazione umana, vengono coltivati in tutto il mondo in maniera continuativa. Per questo motivo è un materiale facilissimo da reperire e che si rinnova continuamente. Inoltre, contrariamente a quanto si possa pensare, è un materiale a basso rischio incendio: test dimostrano che un muro in balle di paglia può resistere alla temperatura di 1010° C per un periodo di tre ore, tempo sufficiente allo sgombero dei locali e allo spegnimento delle fiamme.

La paglia è inoltre un ottimo isolante. Un tipico muro in paglia da 45 cm, intonacato, ha una trasmittanza U pari a circa 0,08 W/mqK, e questo consente un notevole risparmio sul combustibile necessario al riscaldamento.
È fonoassorbente: viene infatti utilizzata come barriera acustica nelle autostrade e negli aeroporti, e per realizzare studi di registrazione.
È un materiale traspirante. Abbinato a intonaci naturali assicura un ricambio d’aria costante all’interno dell’edificio, evitando così il formarsi di muffe. A differenza del fieno, che è erba verde tagliata e messa ad essiccare, la paglia non causa allergie né la febbre da fieno.
Non esistono parassiti per la paglia e una volta intonacata diventa inaccessibile anche ai topi che, pur non mangiandola, spesso vi trovano riparo.
Per finire, dal punto di vista statico è dimostrato che la paglia può sostenere più di 15 tonnellate al mq, e dal punto di vista antisismico, test di laboratorio mostrano gli effetti pressoché nulli di un terremoto di magnitudo 6,7 e la resistenza dei muri anche a sollecitazioni di doppia intensità.

La struttura grezza di una casa in paglia può essere completata in meno di due settimane. La messa in opere delle balle è molto veloce: in poche ore possono essere erette tutte le pareti. Se l’edificio è ben progettato può durare per secoli. Basta assicurarsi che sia ben protetto con dei buoni intonaci.

Una nuova e interessante opportunità per i produttori di paglia di veder riconosciuto e apprezzato il  prodotto del loro lavoro in campo.